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giovedì 7 novembre 2024

Lettera Aperta sul RIUSO


Destinatari: 
Gentili Sindaci – Gentili Assessori all’Ambiente – Gentili Presidenti dei Consigli Comunali, con preghiera di estendere la presente a tutti i membri del Consiglio Comunale dei Comuni di Pontassieve, Rufina, Pelago, Londa, Dicomano, San Godenzo – Gentili membri dell’Osservatorio Rifiuti Zero del Comune di Pontassieve, per tramite della Responsabile del Settore 5 Tutela ambientale, sostenibilità e ciclo dei rifiuti – Gentile Direttore di AER SPA

E per conoscenza: al Direttore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero – Alle associazioni del territorio della Valdisieve – Alla stampa – Ai social.

Le volontarie e i volontari del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa e dell’Associazione RifO’ che lo gestisce, forti dell’esperienza accumulata nel tempo, intendono attirare la vostra attenzione su quanto segue:

Il Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa compirà, il prossimo 16 novembre, 5 anni. Sono stati 5 anni molto intensi, di impegno, di apprendimenti, di contatti, di rapporti umani ricchi e produttivi. In questi 5 anni abbiamo imparato che la pratica del riuso e della riparazione sono importanti nel nostro, come in ogni territorio, e sarebbe fondamentale praticarla su più larga scala.

Perché il centro del riuso:

  • intercetta una grande quantità di beni recuperabili; questo risparmia energia, emissioni e produzione di rifiuti, con tutte le positive conseguenze del caso. Il nostro piccolo laboratorio ripara e rimette in circolo un gran numero di AEE che diventerebbero RAEE senza quell’intervento. Risparmia alla discarica circa 4 tonnellate di beni ogni anno. Ma conosciamo le cifre ben più alte che i Centri di Riuso più grandi possono generare. In generale in Italia, secondo il Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2024, a cura dell’Osservatorio del Riutilizzo, sono circa 600.000 le tonnellate di beni che ogni anno potrebbero essere salvati dallo smaltimento. Lo stesso Rapporto afferma, che dati i dodici anni intercorsi tra la programmata e l’effettiva uscita del Decreto sulla materia (DM 119 del 10(07/23), sono stati sprecati 7 milioni di tonnellate di beni ancora utilizzabili. Ricordiamo che le più recenti disposizioni europee, in particolare sul reperimento delle materie prime critiche, sulla preparazione al riutilizzo e sul diritto alla riparazione, vanno fortemente in questa direzione e stanno impegnando gli Stati Membri a legiferare e le Amministrazioni Locali a organizzarsi per raggiungere i relativi obiettivi;
  • crea un nucleo importante di coscienza civica nel territorio: si è visto che dove esistono i centri di riuso la popolazione è anche più attenta alle pratiche di raccolta differenziata e di decoro dell’ambiente. Questo lo possiamo toccare con mano, anche se non siamo in grado di quantificarlo statisticamente: le persone che ci frequentano sono portate a elaborare e a trasferire alla propria vita quotidiana e ad altre persone, le informazioni e le riflessioni che la pratica del riuso genera;
  • crea occasioni di economia e di posti di lavoro: il nostro centro è molto piccolo e apre solo 7 ore a settimana ma è fortemente in attivo con i propri bilanci. Possiamo calcolare facilmente che un centro grande e attrezzato, aperto ogni giorno, potrebbe dare un reddito a più persone;
  • crea occasione di impiego anche a persone svantaggiate, che trovano nel riuso e nella riparazione, spesso gestiti da associazioni o cooperative, l’ambiente giusto per sviluppare capacità non sempre evidenti;
  • é un punto di incontro, dove la varietà delle merci esposte, la loro svariata provenienza ed eterogeneità, è uno stimolo importante alla creatività. Il Laboratorio di Londa riceve infiniti suggerimenti, stimoli, proposte dai suoi visitatori, e noi, volontarie e volontari, ci rendiamo conto di quanti talenti sono pronti a essere utilizzati e quanto la piccola dimensione del centro che gestiamo non consenta di valorizzarli;
  • è un punto di grande attrazione per il centro abitato che lo ospita.
    Tutto ciò detto, sapendo bene che la nostra, fin dall’inizio, voleva essere un’esperienza “pilota” riteniamo che dopo 5 anni possiamo trarre alcune importanti deduzioni e conseguentemente rivolgere agli amministratori locali un appello:

La nostra è un’esperienza positiva, che è andata crescendo, nel numero di beni salvati, di persone che ci frequentano, di buoni rapporti intrecciati, di reti di relazioni create e di radicamento nel territorio. Ma scontiamo la frustrazione, che spesso avvertiamo, di non avere la dimensione per intercettare l’enorme quantità di beni che si potrebbero salvare e ridistribuire con locali, personale e organizzazione adeguata. Le richieste che noi non possiamo evadere sono innumerevoli e riguardano una grande quantità di beni dismessi da privati e aziende. Purtroppo né la pubblicazione sui social, né il nostro personale impegno a mettere insieme offerte e bisogni, sono sufficienti a rendere disponibili i beni in buone condizioni che potrebbero avere una seconda vita.

Di qui l’appello: i comuni, tutti insieme, e il gestore dei rifiuti, dovrebbero porsi l’obiettivo di un grande centro di riuso e di riparazione, adeguato ai bisogni del territorio, come del resto richiedono le normative europee e nazionali, gestito da una cooperativa sociale, in sinergia con le associazioni del territorio, o da chi gli amministratori riterranno più opportuno. Dovrebbero inoltre creare le condizioni per favorire l’apertura di centri per la Preparazione al Riutilizzo ai sensi del DM 119 del 10/07/23. Gli esempi a cui ispirarsi sono tanti e di grande successo, in tutta Italia, disponibili a mettere in comune la loro competenza.

Le Volontarie e i Volontari del Laboratorio di Londa sono a disposizione per condividere la loro esperienza, in qualsiasi momento.

I Volontari e le Volontarie del Laboratorio di Londa
La presidente dell’Associazione RifO’ Olivia Santavenere

Londa 4 novembre 2024
https://www.facebook.com/labriusolonda
laboratorioriparazioneriusolonda.blogspot.com

FONTE: https://valdisieveintransizione.org/notizia/lettera-aperta-sul-riuso/ 

venerdì 31 maggio 2024

ADESIONE: Per una Toscana rifiuti zero – Presidio regionale sabato 1 giugno a Pontedera

ASSOCIAZIONE VALDISIEVE HA ADERITO AL PRESIDIO REGIONALE PER UNA TOSCANA A RIFIUTI ZERO. 

Per un percorso che porti ad un incontro di Comuni e comunità rifiuti zero e asociazioni nella seconda metà di giugno e per lanciare una manifestazione regionale in autunno

Sabato 1 Giugno 2024, ore 15.30, a Pontedera, area Green Park (zona stadio)

Per comunicare adesioni scrivere a presidiovaldera@gmail.com 

Promotori: TAT Montefoscoli; Zero Waste Italy; Legambiente Valdera; No Valderavvelenata; Assemblea permanente No Keu.



ADESIONI
- Assemblea La Piana contro le nocività - Presidio No inceneritori No aeroporto
- Associazione Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole
- Associazione Alleanza Beni Comuni ODV Pistoia
- Associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura (San Gimignano)
- Associazione Bio-Distretto del Montalbano (Carmignano- PO)
- Associazione Eliantus volontari per l'ambiente (Ponsacco - PI)
- Associazione La Rossa (Perignano)
- Associazione Orizzonte Comune (Crespina-Lorenzana)
- Associazione Senza Confini - Lucca
- Associazione VAS - Vita, Ambiente e Salute (Prato)
- Circolo ARCI Il Botteghino - Pontedera
- Circolo ARCI L’Ortaccio - Vicopisano
- Circolo Laudato Si’ - Pontedera Valdera
- Comitato Ambientale di Casale (Prato)
- Comitato Collesalviamo l’Ambiente (Collesalvetti - LI)
- Comitato Rifiuti Zero di Cecina (LI)
- Comitato Trasparenza per Empoli
- Comitato Valdisieve
- Coordinamento provinciale Rifiuti Zero di Livorno
- CUB Toscana
- Forum Toscano Movimenti per l’Acqua ODV
- ForumAmbientalista Toscana
- Grasp-Alterpiana Firenze Prato Pistoia
- IononCISto (Montale, Agliana, Quarrata, Montemurlo)
- Medicina Democratica, Firenze
- Movimento La Libellula (Valle del Serchio)
- Movimento No Base - Pontedera
- Muoviti Toscana! - Firenze
- Obiettivo Periferia (Pistoia)
- Ortocollettivo di Calenzano
- Osservatorio Ambientale Pratese
* Sinistra Italiana - Federazione di Pisa
* Una Città in Comune - Pisa
- USB Pisa


martedì 27 giugno 2023

L’attivismo non va in vacanza in difesa dell’ambiente! 1° Luglio a Capannori.

 Il 1º luglio ci sarà il convegno regionale toscano dal titolo “Economia circolare… falsità circolanti” che avrà luogo dalle ore 15.30 presso il Parco Scientifico di Capannori (LU).

L’incontro è organizzato in risposta a qualsiasi mistificazione su impianti di ossicombustione dei rifiuti, dissociatori molecolari, termovalorizzatori e affini.

Come i progetti dei gassificatori a Empoli, Rosignano e Pontedera (ALIA) e Livorno (ENI) questo ossicombustore nell’area della Belvedere a Legoli (Retiambiente) viene presentato proprio oggi pomeriggio (Peccioli, piazza del Popolo ore 15:00) come impianto di “economia circolare”, ma rimane un inceneritore a tutti gli effetti.

Per fare chiarezza e rilanciare il nostro “Piano per una Toscana Rifiuti Zero” è particolarmente importante la presenza degli attivisti da tutta la Toscana.

martedì 2 maggio 2023

14 MAGGIO: Incontro regionale dei Comuni e delle Comunità Rifiuti Zero, aperto a tutti.

La finalità di questo incontro è quella di riunire una serie di tecnici, industriali e amministratori per dar vita ad un dibattito sul piano regionale per la gestione dei rifiuti, discutendo con i numeri alla mano e tenendo presenti le direttive Europee.

Sarà una giornata con intento formativo dove cercheremo di sfatare i falsi miti sugli inceneritori e supportare gli argomenti a favore dell'economia circolare, facendo parlare casi ed esempi tangibili.
In questa occasione verrà brevemente presentata anche la certificazione Europea Zero Waste per i Comuni e le attività commerciali.

Nel pomeriggio avranno spazio i Comitati cittadini per riportarci il punto di vista dal basso, di quanto sta succedendo nei vari territori.

Al piacere di ritrovarci insieme il 14 Maggio, per una migliore organizzazione reciproca, per favore fateci avere un riscontro circa la Vs partecipazione e rimango a disposizione. 


                  FACCIAMOCI SENTIRE Emoji

                        Grazie e saluti 
                         --
                        Laura Lo Presti
                        Zero Waste Italy

         email: info@zerowasteitaly.org

martedì 11 aprile 2023

domenica 26 marzo 2023

♻️ 𝐈𝐍𝐃𝐎’ 𝐋𝐎 𝐁𝐔𝐓𝐓𝐎? 29 MARZO alle 17.00 - Per la "Giornata Internazionale Rifiuti Zero” indetta dall’ONU

           IL 29 MARZO al LABORATORIO DI RIPARAZIONE 

                        E RIUSO DI LONDA alle ore 17.00

                    INDO’ LO BUTTO?

Iniziativa di informazione e confronto sulle difficoltà che si possono incontrare quando dobbiamo buttare via alcuni rifiuti e decidere in che cassonetto devono andare. 

A tal proposito, se avete degli imballaggi difficili da collocare, portateceli che ne parliamo insieme.

L’evento anticipa la “Giornata Internazionale Rifiuti Zero” 

indetta dall’ONU per il 30 Marzo

L’iniziativa sarà preceduta da un filmato: 10 PASSI VERSO RIFIUTI ZERO spiegato sinteticamente da ROSSANO ERCOLINI, direttore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, presidente di Zero Waste italy e Zero Waste Europe, vincitore nel 2013 a San Francisco il Goldman Environmental Prize (Nobel alternativo per l’ambiente) e nel 2015 il “Premio Nazionale Paolo Borsellino” per il suo impegno civile.

Mappa dei Centri del Riuso e/o Riparazione e Upcycling in Italia  

lunedì 5 dicembre 2022

Rifiuti tessili, dal 1° gennaio 2022 è obbligatorio differenziarli! 

Forse non tutti ne sono al corrente, ma dal 1° gennaio 2022, è diventata obbligatoria la raccolta differenziata dei tessili, in tutti i comuni (ma non per le imprese private che si dovranno attivare in altro modo - nota 1). Quindi chi non aveva già attivato il servizio, lo dovrà fare.

Qui in Valdisieve, la raccolta è attiva da molti anni. Ma adesso si avrà una novità in più: cioè si potranno mettere nei cassoni appositi non solo abbigliamento in buono stato (come era scritto su alcune etichette incollate sui contenitori-cassonetti stradali), ma, stando alle modifiche della legge (nota 2), che anticipa di 3 anni quanto richiesto dalla UE, potranno essere conferiti TUTTI i rifiuti tessili in buono stato o meno: sia gli indumenti che altri materiali tessili, come ad esempio la tappezzeria, le lenzuola, gli asciugamani e altri prodotti tessili che, per lo più, si trovano nelle nostre abitazioni (anche se sciupati).

Dal sondaggio Junker-Cittadinanzattiva, già concluso e che ha visto la partecipazione di 18.500 utenti, un record per Junker app, questo in sintesi il risultato della consultazione su  questo tema: "il 68% degli intervistati sa già quali sono le modalità di conferimento anche se 1 su 3 ha dichiarato di non essere in grado di valutare quanti siti di conferimento esistono, come funzionano e quanto sono accessibili al pubblico. Per il 18% riciclare rifiuti tessili è molto facile, per il 33% lo è solo sufficientemente, mentre per il 16% dei partecipanti all’indagine ci sono delle difficoltà." (nota 3).

Quella sotto è la foto di una delle discariche più grandi di rifiuti tessili, in Cile, ad Atacama (nota 4). Forse converrà riflettere sul nostro stile di vita, sul consumo e sul riutilizzo di questo importante "materiale" al fine di allungargli la vita il più possibile e quindi recuperarlo in modo sostenibile. 


Il tema dei RIFIUTI TESSILI è stato al centro dell'iniziativa europea cosiddetta SERR, a cui anche noi abbiamo partecipato con una mostra nella saletta Cappellini di Londa e al nostro Mercatilno del Laboratorio di Riparazione e Riuso sempre a Londa. QUI trovate alcuni articoli a riguardo.

Associazione Rifò

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nota 1 https://www.tuttoambiente.it/commenti-premium/rifiuti-tessili-dal-1-gennaio-2022-comuni-hanno-lobbligo-della-differenziata/ - obbligo sempre introdotto dal D. Lgs 116/2020, art. 2, comma 3, lettera a) - vedi nota 2 

nota 2 Le modifiche sono state apportate dall'art. 2, c. 3, lett. a) del D. Lgs 116/2020 (pag. 47 e 48) che modifica il D. Lgs 152/2006. [art. 205, 6-quater. La raccolta differenziata e' effettuata almeno per la carta, i metalli, la plastica, il vetro, ove possibile per il legno, nonche' per i tessili entro il 1° gennaio 2022;]

nota 3 https://www.rinnovabili.it/economia-circolare/riciclo/dossier-junker-italiani-preparati-su-gestione-rifiuti-tessili-oli-esausti-e-raee/?fbclid=IwAR28VTYneMYiUQ1E7LkdYxb_-hmslEpKBAMlnvwaeqs8Vk8vHw5I4RTe2BA

nota 4 due filamti sulla discarica di Atacama: 1- "Il deserto di Atacama è una discarica a cielo aperto"; 2-  "Come il deserto di Atacama è diventato una discarica". 3-  Un filmato sull'impatto dei nostri rifiuti tessili : "MONTAGNA TESSILE Il fardello nascosto dei nostri rifiuti di moda".

giovedì 1 dicembre 2022

SERR 2022: come ridurre i rifiuti tessili creando moda.

Sabato 26 novembre il Laboratorio di Riparazione e Riuso diLonda - gestito dall'Associazione Rif'0 - ha partecipato alla SERR, Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con una giornata  organizzata insieme all’Associazione La Casa del Sole e della Luna che gestisce la Biblioteca di Londa.

Durante le giornata si sono svolte due iniziative, entrambe molto partecipate. 


Presso il Mercatino del Laboratorio si offriva ai visitatori Icché c’entra”: in cambio di una piccola 
donazione si potevano scegliere tutti i capi stipabili in una borsa messa a disposizione dal Laboratorio. L’iniziativa aveva lo scopo di sottolineare l’importanza del riuso nell’abbigliamento. Infatti il Laboratorio pratica, da quando è stato fondato tre anni fa, il riuso e la riparazione in tutti i settori in cui sia possibile ridurre la produzione dei rifiuti tramite queste attività.



L'iniziativa 
Icchè c’entra” (già sperimentata precedentemente) è piaciuta molto sia agli amici che ci vengono a trovare frequentemente, sia ai nuovi visitatori. In molti hanno gioiosamente riempito le borse predisposte (cucite dai volontari, con tessuto recuperato), animando il Laboratorio con voci, commenti, e tanto buon umore. 


Presso la Saletta Cappellini é stata allestita una mostra di Riciclo Creativo, in cui alcune espositrici hanno mostrato le loro creazioni. La mostra ha evidenziato che vecchi capi di abbigliamento, ma anche piccoli ritagli e scarti possono avere tante vite e produrre oggetti di alto valore artigianale e artistico. Si sono potuti infatti ammirare pezzi di arredamento, abiti, giacche, grembiuli, cinture, collane e altri accessori, di grande gusto nell’abbinamento dei colori e delle stoffe, e di sorprendente eleganza. Uno schermo TV, predisposto dai tecnici del Laboratorio di Riparazione, mostrava la storia e le attività salienti del Laboratorio, con particolare attenzione all’attività di riuso dei prodotti tessili. Per questa edizione 2022 della SERR il tema è stato proprio la riflessione sui rifiuti tessili e il loro impatto sul nostro pianeta. Vari cartelli, all’interno della mostra, riportavano alcuni dati tratti dal sito ufficiale della SERR.

I dati mostrano come la moda, settore importante per l’economia degli Stati dell’Unione, abbia il suo lato oscuro nella quantità di rifiuti che produce e che porta inquinamento sia per lo smaltimento di questi capi (che spesso finiscono direttamente in discariche, soprattutto dei paesi più poveri) sia per la produzione incessante che occorre per fabbricarne  sempre di nuovi,  e dove spesso assistiamo anche ad un trattamento iniquo dei lavoratori in molte zone del pianeta. 

I tessili infatti, che siano di derivazione vegetale, animale o chimica, richiedono suolo, acqua, aria, sostanze chimiche, a volte pericolose, in tutte le fasi della loro produzione. E in misura esagerata e insostenibile quando questi prodotti sono di scarsa qualità e finalizzati ad un uso
veloce per finire presto gettati via. Un cartello mostrava la più grande discarica di rifiuti del mondo, che si trova nel deserto di Atacama, in Cile. Uno splendido ecosistema sommerso da migliaia di tonnellate di abiti che nessuno più vuole. Per questo l’Unione Europea ha un piano anche per la limitazione di questi rifiuti, che è un primo passo per la loro riduzione e migliore gestione.

Ricordiamo in proposito che in Italia dal 1° gennaio 2022 è obbligatoria la raccolta differenziata dei tessili e quindi, chi produce questi rifiuti, se non possono essere altrimenti riusati, deve conferirli, dove già è attiva questa raccolta, negli appositi cassonetti-contenitori di solito posizionati in luoghi strategici su strade o piazze. Anche qualora i tessuti non siano in buono stato. 

Nel corso della giornata abbiamo avuto modo di discutere quindi su tanti temi, ma soprattutto su quelli che richiamavano il tema della SERR 2022. Abbiamo raccolto dai visitatori tanti spunti e testimonianze. Abbiamo anche raccolto alcune risposte al questionario sulle abitudini riguardo all’abbigliamento, di cui daremo i risultati appena avremo un campione più consistente (cliccate sul link sopra per riempirlo e portarcelo se ci venite a trovare o per mail: rifo.asso@gmail.com).

Ringraziamo il pubblico, sempre attento e stimolante, le espositrici, vere protagoniste dell’evento, sia con le loro bellissime creazioni, sia con una perfetta organizzazione, le volontarie della Casa del Sole e della Luna che hanno sostenuto fin dall’inizio questa idea e realizzato la locandina dell’evento, il Comune di Londa per la gentile concessione della Saletta Cappellini.

Associazione Rif O'  

sabato 26 novembre 2022

Alcune foto degli eventi per la SERR 2022 🥰

Grande partecipazione stasera sia alla Saletta Cappellini che al Laboratorio di Riparazione e Riuso Londa. Vi mettiamo un pò di foto. Se vi interessa qualcosa che vedete nelle foto, chiedeteci il costo nei commenti.

Grazie a tutte le persone che sono passate a trovarci. 🥰

Il Mercatino al Laboratorio di Riparazione e Riuso



La Mostra alla Saletta Cappellini


martedì 17 maggio 2022

Dal blog di Valdisieve in Transizione: Inceneritore a Roma: non ci resta che piangere

Una mattina mi son svegliato e ho trovato, come Benigni e Troisi, che si era in un’altra epoca.

Quella in cui si costruivano ancora quelle strutture inquinanti e distruttrici di risorse che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori. In realtà essi non termo-valorizzano proprio nulla. E’ infatti dimostrato che una selezione più raffinata del rifiuto residuo (RUR), finalizzata al recupero di materia, produrrebbe, tramite il riciclo dei materiali ripescati, un maggiore rendimento energetico di quanto se ne produrrebbe bruciandoli. E’ anche noto che il rendimento energetico lordo degli inceneritori è complessivamente di circa il 24%, e che questi abbisognano di immissione di metano per funzionare correttamente, un rendimento davvero molto basso, che non giustifica lo spreco di materia.

Gli inceneritori producono emissioni climalteranti di origine fossile in misura minore solo al carbone, in misura maggiore al metano, all’intero comparto termoelettrico e anche ai prodotti petroliferi. L’impronta di carbonio dell’incenerimento è tra i 650 e gli 800 grammi di anidride carbonica fossile per ogni kWh prodotto, quello medio di produzione energetica europea è oggi di circa 250. Dovremmo chiamarlo piuttosto “termoSvalorizzatore”.

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Inoltre, ancora prima di arrivare alla selezione del rifiuto residuo, la normativa UE indica una gerarchia ben precisa di azioni per la gestione dei rifiuti, che mette al primo posto: prevenzione alla produzione, riuso e riciclo, e solo agli ultimi due posti si trovano il recupero energetico e lo smaltimento. Cosa sta facendo, pensa di fare, farà Gualtieri riguardo alle azioni descritte ai primi tre?

L’inceneritore di Roma brucerà, irrimediabilmente, 600.000 tonnellate di rifiuto all’anno. Auguri ai residenti dei comuni limitrofi che si troveranno scaricate, in un’area molto densamente popolata, tonnellate di emissioni nocive, e non elencheremo qui tutti i veleni, ben conosciuti, e le loro conseguenze, altrettanto ben conosciute. Quasi un terzo di quelle 600.000 tonnellate ogni anno finirà in discarica come scorie e ceneri, in parte pericolose. Gualtieri sa già dove le metterà? Complimenti per una soluzione che avrebbe dovuto “diminuire” gli smaltimenti in discarica. Gli altri due terzi finiranno nell’aria, sui campi, negli orti, nei polmoni, sui panni del bucato. Lasciamo perdere i filtri. Non filtrano tutto. E ogni tanto vanno puliti, sostituiti e le scorie smaltite. In conclusione, se entrano 600.000 tonnellate, 600.000 ne escono. Non c’è alternativa. E non ci sfugge che dentro a quel rifiuto, non tanto residuo, ci sono tanti materiali, che, ora più che mai, sono diventati rari e preziosi. 

Secondo i dati ISPRA 2020 il comune di Roma ha il 43,75% di raccolta differenziata (RD). Si può sicuramente fare meglio. Secondo il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) della Regione Lazio, approvato nel 2020, uno degli obiettivi da raggiungere è il 70% di RD per tutta la Regione nel 2025. Forse il Piano poteva essere un po’ più ambizioso, visto che che le Direttive Europee sull’Economia Circolare superano la raccolta differenziata fine a se stessa e per il 2030 chiedono l’effettivo riciclo del 70% per gli imballaggi e del 60% sui rifiuti urbani. E comunque, in quel Piano, già con quegli obiettivi, non si prevede un inceneritore per Roma.

La soluzione migliore per Roma, la più efficace per garantire un’effettiva riduzione e differenziazione dei rifiuti, rimane l’estensione, su tutto il territorio, della raccolta  Porta a Porta, come fa una piccola città come Milano. AMA non ha nulla di meno di altri gestori e i romani hanno  due mani come tutti gli altri e siamo certi che vorrebbero usarle per avere una città migliore.

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Fatte tutte le azioni sopra elencate rimarrebbe comunque del rifiuto residuo, ma in quantità più contenuta. E, come si diceva all’inizio, se ne potrebbe fare una selezione più raffinata. Nello stesso PRGR si dice in più punti che la dotazione di impianti per la selezione del rifiuto residuo (TMB) è ampiamente insufficiente per l’area di Roma Capitale, ma che la dotazione regionale è nel complesso sufficiente, solo che alcuni impianti sono sotto utilizzati. Quindi che si fa? Si bruciano materiali riciclabili, sempre più preziosi?

Gli impianti TMB esistenti sono attualmente finalizzati, alla stabilizzazione per la discarica o alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), la cui destinazione è l’incenerimento.  Se venissero rinnovati, così come indicato dal PRGR, e trasformati in impianti di nuova generazione, basati su tecnologie avanzate di selezione e recupero di materiali, potrebbero ulteriormente ridurre il rifiuto romano residuo, la cui quantità, alla fine, potrebbe risultare inferiore a quella costituita dalle ceneri che l’inceneritore produrrà. E allora perché spendere tanti soldi per costruirlo e non utilizzarne molti meno per adeguare gli impianti di selezione? Costruire un inceneritore è una scelta, non una necessità. A favore di chi?

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato che il nostro Presidente del Consiglio ha attribuito a un sindaco “poteri speciali” di aggirare il PRGR, poteri speciali che implicano di poter anche aggirare le leggi, le normative, i buoni propositi duramente sudati dal parlamento europeo, quello italiano e dai loro popoli negli ultimi anni in materia di gestione virtuosa dei rifiuti e di economia circolare. Tanto da suscitare la reazione indignata di sindaci, parlamentari e molte parti della società civile.  

Infine occorre ricordare che le Linee Guida comunitarie per l’applicazione del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) ai Piani Nazionali di attuazione del Piano Next Generation EU, citano esplicitamente l’incenerimento dei rifiuti tra le attività che arrecano un danno significativo all’economia circolare.

Inoltre, una gestione dei rifiuti che non dà massima priorità a prevenzione e riciclo, contrasta con la recentissima Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ha introdotto non solo il principio fondamentale della tutela dell’ambiente, delle biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta Costituzionale, ma anche  l’indicazione per cui l’iniziativa economica deve essere esercitata in modo da non arrecare danni all’ambiente e alla salute.

Rossano Ercolini ha detto che l’inceneritore non si farà mai. Che è un tentativo di gettare fumo negli occhi dei romani, ai quali invece è chiaro che il sindaco non riesce a risolvere il problema dei rifiuti. I tempi poi sono più  lunghi di quelli vantati e gli iter di legge vanno rispettati. Ma insistere su soluzioni obsolete “consentirà solo di sprecare tempo a favore dell’attuazione di buone pratiche”.

Ciò detto, siccome non siamo a Frittole, non ci resta che fermare, non Cristoforo Colombo, come Benigni e Troisi, ma Gualtieri e il suo “vecchio” inceneritore.

Valdisieve in Transizione

FONTE ARTICOLO: https://valdisieveintransizione.org/notizia/inceneritore-a-roma-non-ci-resta-che-piangere/

FONTI FOTO: