Visualizzazione post con etichetta Valdisieve in Transizione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valdisieve in Transizione. Mostra tutti i post

giovedì 7 novembre 2024

Lettera Aperta sul RIUSO


Destinatari: 
Gentili Sindaci – Gentili Assessori all’Ambiente – Gentili Presidenti dei Consigli Comunali, con preghiera di estendere la presente a tutti i membri del Consiglio Comunale dei Comuni di Pontassieve, Rufina, Pelago, Londa, Dicomano, San Godenzo – Gentili membri dell’Osservatorio Rifiuti Zero del Comune di Pontassieve, per tramite della Responsabile del Settore 5 Tutela ambientale, sostenibilità e ciclo dei rifiuti – Gentile Direttore di AER SPA

E per conoscenza: al Direttore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero – Alle associazioni del territorio della Valdisieve – Alla stampa – Ai social.

Le volontarie e i volontari del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa e dell’Associazione RifO’ che lo gestisce, forti dell’esperienza accumulata nel tempo, intendono attirare la vostra attenzione su quanto segue:

Il Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa compirà, il prossimo 16 novembre, 5 anni. Sono stati 5 anni molto intensi, di impegno, di apprendimenti, di contatti, di rapporti umani ricchi e produttivi. In questi 5 anni abbiamo imparato che la pratica del riuso e della riparazione sono importanti nel nostro, come in ogni territorio, e sarebbe fondamentale praticarla su più larga scala.

Perché il centro del riuso:

  • intercetta una grande quantità di beni recuperabili; questo risparmia energia, emissioni e produzione di rifiuti, con tutte le positive conseguenze del caso. Il nostro piccolo laboratorio ripara e rimette in circolo un gran numero di AEE che diventerebbero RAEE senza quell’intervento. Risparmia alla discarica circa 4 tonnellate di beni ogni anno. Ma conosciamo le cifre ben più alte che i Centri di Riuso più grandi possono generare. In generale in Italia, secondo il Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2024, a cura dell’Osservatorio del Riutilizzo, sono circa 600.000 le tonnellate di beni che ogni anno potrebbero essere salvati dallo smaltimento. Lo stesso Rapporto afferma, che dati i dodici anni intercorsi tra la programmata e l’effettiva uscita del Decreto sulla materia (DM 119 del 10(07/23), sono stati sprecati 7 milioni di tonnellate di beni ancora utilizzabili. Ricordiamo che le più recenti disposizioni europee, in particolare sul reperimento delle materie prime critiche, sulla preparazione al riutilizzo e sul diritto alla riparazione, vanno fortemente in questa direzione e stanno impegnando gli Stati Membri a legiferare e le Amministrazioni Locali a organizzarsi per raggiungere i relativi obiettivi;
  • crea un nucleo importante di coscienza civica nel territorio: si è visto che dove esistono i centri di riuso la popolazione è anche più attenta alle pratiche di raccolta differenziata e di decoro dell’ambiente. Questo lo possiamo toccare con mano, anche se non siamo in grado di quantificarlo statisticamente: le persone che ci frequentano sono portate a elaborare e a trasferire alla propria vita quotidiana e ad altre persone, le informazioni e le riflessioni che la pratica del riuso genera;
  • crea occasioni di economia e di posti di lavoro: il nostro centro è molto piccolo e apre solo 7 ore a settimana ma è fortemente in attivo con i propri bilanci. Possiamo calcolare facilmente che un centro grande e attrezzato, aperto ogni giorno, potrebbe dare un reddito a più persone;
  • crea occasione di impiego anche a persone svantaggiate, che trovano nel riuso e nella riparazione, spesso gestiti da associazioni o cooperative, l’ambiente giusto per sviluppare capacità non sempre evidenti;
  • é un punto di incontro, dove la varietà delle merci esposte, la loro svariata provenienza ed eterogeneità, è uno stimolo importante alla creatività. Il Laboratorio di Londa riceve infiniti suggerimenti, stimoli, proposte dai suoi visitatori, e noi, volontarie e volontari, ci rendiamo conto di quanti talenti sono pronti a essere utilizzati e quanto la piccola dimensione del centro che gestiamo non consenta di valorizzarli;
  • è un punto di grande attrazione per il centro abitato che lo ospita.
    Tutto ciò detto, sapendo bene che la nostra, fin dall’inizio, voleva essere un’esperienza “pilota” riteniamo che dopo 5 anni possiamo trarre alcune importanti deduzioni e conseguentemente rivolgere agli amministratori locali un appello:

La nostra è un’esperienza positiva, che è andata crescendo, nel numero di beni salvati, di persone che ci frequentano, di buoni rapporti intrecciati, di reti di relazioni create e di radicamento nel territorio. Ma scontiamo la frustrazione, che spesso avvertiamo, di non avere la dimensione per intercettare l’enorme quantità di beni che si potrebbero salvare e ridistribuire con locali, personale e organizzazione adeguata. Le richieste che noi non possiamo evadere sono innumerevoli e riguardano una grande quantità di beni dismessi da privati e aziende. Purtroppo né la pubblicazione sui social, né il nostro personale impegno a mettere insieme offerte e bisogni, sono sufficienti a rendere disponibili i beni in buone condizioni che potrebbero avere una seconda vita.

Di qui l’appello: i comuni, tutti insieme, e il gestore dei rifiuti, dovrebbero porsi l’obiettivo di un grande centro di riuso e di riparazione, adeguato ai bisogni del territorio, come del resto richiedono le normative europee e nazionali, gestito da una cooperativa sociale, in sinergia con le associazioni del territorio, o da chi gli amministratori riterranno più opportuno. Dovrebbero inoltre creare le condizioni per favorire l’apertura di centri per la Preparazione al Riutilizzo ai sensi del DM 119 del 10/07/23. Gli esempi a cui ispirarsi sono tanti e di grande successo, in tutta Italia, disponibili a mettere in comune la loro competenza.

Le Volontarie e i Volontari del Laboratorio di Londa sono a disposizione per condividere la loro esperienza, in qualsiasi momento.

I Volontari e le Volontarie del Laboratorio di Londa
La presidente dell’Associazione RifO’ Olivia Santavenere

Londa 4 novembre 2024
https://www.facebook.com/labriusolonda
laboratorioriparazioneriusolonda.blogspot.com

FONTE: https://valdisieveintransizione.org/notizia/lettera-aperta-sul-riuso/ 

martedì 11 aprile 2023

mercoledì 25 maggio 2022

Valdisieve in Transizione: LUCI NEL PARCO 2022

Valdisieve in Transizione ha partecipato all’evento “𝑳𝒖𝒄𝒊 𝒏𝒆𝒍 𝑷𝑨𝑹𝑪𝒐” 2022

L’evento è giunto alla terza edizione, ed è organizzato dal Centro di Creazione e Cultura, PARC_Performing Arts Research Centre e Italian Climate Network, a cura di Lorenzo Ci e Susannah Iheme per Centro di Creazione e Cultura APS.

Le serate, accompagnate da un ecoaperitivo, ospitano esperti e artisti che dialogano su tematiche specifiche legate ai 17 𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 (𝑆𝐷𝐺) 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑔𝑒𝑛𝑑𝑎 2030 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑜 𝑆𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝p𝑜 𝑆𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑂𝑁𝑈, introdotti da Italian Climate Network. 

A un talk di 20-30 minuti e a un confronto con il pubblico segue un intervento artistico curato dai giovani artisti toscani attivamente coinvolti nel progetto 𝑮𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒐𝒏 𝑬𝒖𝒓𝒐𝒑𝒆 – 𝑻𝒉𝒆 𝑨𝒄𝒂𝒅𝒆𝒎𝒚*.

Il 5 Maggio hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del gruppo Valdisieve in Transizione, in particolare Marco per il Mercato in Transizione, Monica per il Laboratorio di Riutilizzo e Riuso di Londa e Sauro per il progetto di frutteto nel parco della Docciola. Questi ultimi, raccontando ai presenti le attività svolte da queste due realtà, avviate già dal 2019, come sono nate e come si inseriscono perfettamente all’interno dello Sviluppo Sostenibile e di Resilienza.

nella foto Monica del Laboratorio di Londa

Si va dalla vendita di prodotti agricoli locali o ad altri prodotti con connotazioni biologiche, naturali, di recupero: si veda per esempio la realizzazione del sapone naturale insieme ad altri prodotti ottenuti dalle piante; stoffe o abiti realizzati con prodotti naturali e dipinti a mano; miele nostrale, pane e formaggi.

Mentre il Laboratorio di Londa, intercetta oggetti e materiali ancora buoni da utilizzare (o riparabili) prima che, portati al gestore della raccolta dei rifiuti, diventino tali. Quindi vengono donati al Laboratorio da coloro che se ne disfano, in attesa che possano servire a qualcuno (che li ottienne dietro ad un contributo economico volontario che serve al Laboratorio per pagare bollette e affitto – ricordando che tutti i soggetti che ne fanno parte, agiscono a carattere volontario, senza alcun compenso).

Sul progetto della Docciola non ci dilunghiamo in questa sede, perché a breve speriamo di avere delle bellissime notizie ufficiali!

Il programma prosegue il 9 Giugno e il 7 Luglio.

Dettagli del Programma:

  5 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 – 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 (SDG 11)

𝗖𝗲𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗗𝗲𝗹 𝗥𝗲, Assessora all’urbanistica e all’ambiente del Comune di Firenze e rappresentanti della rete di Valdisieve in Transizione

  9 𝘨𝘪𝘶𝘨𝘯𝘰 – 𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒑𝒖𝒍𝒊𝒕𝒂 (SDG 6)

𝗠𝗮𝗿𝗶𝗿𝗼𝘀𝗮 𝗜𝗮𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶, Presidente Water Grabbing Observatory

  7 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰 – 𝑺𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒆 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 (SDG 3)

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗖𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶𝗰𝗶, medico agopuntore Direttore della Scuola di Agopuntura Tradizionale della Città di Firenze

Con il patrocinio di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

FONTE Articolo Valdisieve in Transizione: https://valdisieveintransizione.org/notizia/luci-nel-parco/

martedì 17 maggio 2022

Dal blog di Valdisieve in Transizione: Inceneritore a Roma: non ci resta che piangere

Una mattina mi son svegliato e ho trovato, come Benigni e Troisi, che si era in un’altra epoca.

Quella in cui si costruivano ancora quelle strutture inquinanti e distruttrici di risorse che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori. In realtà essi non termo-valorizzano proprio nulla. E’ infatti dimostrato che una selezione più raffinata del rifiuto residuo (RUR), finalizzata al recupero di materia, produrrebbe, tramite il riciclo dei materiali ripescati, un maggiore rendimento energetico di quanto se ne produrrebbe bruciandoli. E’ anche noto che il rendimento energetico lordo degli inceneritori è complessivamente di circa il 24%, e che questi abbisognano di immissione di metano per funzionare correttamente, un rendimento davvero molto basso, che non giustifica lo spreco di materia.

Gli inceneritori producono emissioni climalteranti di origine fossile in misura minore solo al carbone, in misura maggiore al metano, all’intero comparto termoelettrico e anche ai prodotti petroliferi. L’impronta di carbonio dell’incenerimento è tra i 650 e gli 800 grammi di anidride carbonica fossile per ogni kWh prodotto, quello medio di produzione energetica europea è oggi di circa 250. Dovremmo chiamarlo piuttosto “termoSvalorizzatore”.

1

Inoltre, ancora prima di arrivare alla selezione del rifiuto residuo, la normativa UE indica una gerarchia ben precisa di azioni per la gestione dei rifiuti, che mette al primo posto: prevenzione alla produzione, riuso e riciclo, e solo agli ultimi due posti si trovano il recupero energetico e lo smaltimento. Cosa sta facendo, pensa di fare, farà Gualtieri riguardo alle azioni descritte ai primi tre?

L’inceneritore di Roma brucerà, irrimediabilmente, 600.000 tonnellate di rifiuto all’anno. Auguri ai residenti dei comuni limitrofi che si troveranno scaricate, in un’area molto densamente popolata, tonnellate di emissioni nocive, e non elencheremo qui tutti i veleni, ben conosciuti, e le loro conseguenze, altrettanto ben conosciute. Quasi un terzo di quelle 600.000 tonnellate ogni anno finirà in discarica come scorie e ceneri, in parte pericolose. Gualtieri sa già dove le metterà? Complimenti per una soluzione che avrebbe dovuto “diminuire” gli smaltimenti in discarica. Gli altri due terzi finiranno nell’aria, sui campi, negli orti, nei polmoni, sui panni del bucato. Lasciamo perdere i filtri. Non filtrano tutto. E ogni tanto vanno puliti, sostituiti e le scorie smaltite. In conclusione, se entrano 600.000 tonnellate, 600.000 ne escono. Non c’è alternativa. E non ci sfugge che dentro a quel rifiuto, non tanto residuo, ci sono tanti materiali, che, ora più che mai, sono diventati rari e preziosi. 

Secondo i dati ISPRA 2020 il comune di Roma ha il 43,75% di raccolta differenziata (RD). Si può sicuramente fare meglio. Secondo il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) della Regione Lazio, approvato nel 2020, uno degli obiettivi da raggiungere è il 70% di RD per tutta la Regione nel 2025. Forse il Piano poteva essere un po’ più ambizioso, visto che che le Direttive Europee sull’Economia Circolare superano la raccolta differenziata fine a se stessa e per il 2030 chiedono l’effettivo riciclo del 70% per gli imballaggi e del 60% sui rifiuti urbani. E comunque, in quel Piano, già con quegli obiettivi, non si prevede un inceneritore per Roma.

La soluzione migliore per Roma, la più efficace per garantire un’effettiva riduzione e differenziazione dei rifiuti, rimane l’estensione, su tutto il territorio, della raccolta  Porta a Porta, come fa una piccola città come Milano. AMA non ha nulla di meno di altri gestori e i romani hanno  due mani come tutti gli altri e siamo certi che vorrebbero usarle per avere una città migliore.

2

Fatte tutte le azioni sopra elencate rimarrebbe comunque del rifiuto residuo, ma in quantità più contenuta. E, come si diceva all’inizio, se ne potrebbe fare una selezione più raffinata. Nello stesso PRGR si dice in più punti che la dotazione di impianti per la selezione del rifiuto residuo (TMB) è ampiamente insufficiente per l’area di Roma Capitale, ma che la dotazione regionale è nel complesso sufficiente, solo che alcuni impianti sono sotto utilizzati. Quindi che si fa? Si bruciano materiali riciclabili, sempre più preziosi?

Gli impianti TMB esistenti sono attualmente finalizzati, alla stabilizzazione per la discarica o alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), la cui destinazione è l’incenerimento.  Se venissero rinnovati, così come indicato dal PRGR, e trasformati in impianti di nuova generazione, basati su tecnologie avanzate di selezione e recupero di materiali, potrebbero ulteriormente ridurre il rifiuto romano residuo, la cui quantità, alla fine, potrebbe risultare inferiore a quella costituita dalle ceneri che l’inceneritore produrrà. E allora perché spendere tanti soldi per costruirlo e non utilizzarne molti meno per adeguare gli impianti di selezione? Costruire un inceneritore è una scelta, non una necessità. A favore di chi?

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato che il nostro Presidente del Consiglio ha attribuito a un sindaco “poteri speciali” di aggirare il PRGR, poteri speciali che implicano di poter anche aggirare le leggi, le normative, i buoni propositi duramente sudati dal parlamento europeo, quello italiano e dai loro popoli negli ultimi anni in materia di gestione virtuosa dei rifiuti e di economia circolare. Tanto da suscitare la reazione indignata di sindaci, parlamentari e molte parti della società civile.  

Infine occorre ricordare che le Linee Guida comunitarie per l’applicazione del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) ai Piani Nazionali di attuazione del Piano Next Generation EU, citano esplicitamente l’incenerimento dei rifiuti tra le attività che arrecano un danno significativo all’economia circolare.

Inoltre, una gestione dei rifiuti che non dà massima priorità a prevenzione e riciclo, contrasta con la recentissima Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ha introdotto non solo il principio fondamentale della tutela dell’ambiente, delle biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta Costituzionale, ma anche  l’indicazione per cui l’iniziativa economica deve essere esercitata in modo da non arrecare danni all’ambiente e alla salute.

Rossano Ercolini ha detto che l’inceneritore non si farà mai. Che è un tentativo di gettare fumo negli occhi dei romani, ai quali invece è chiaro che il sindaco non riesce a risolvere il problema dei rifiuti. I tempi poi sono più  lunghi di quelli vantati e gli iter di legge vanno rispettati. Ma insistere su soluzioni obsolete “consentirà solo di sprecare tempo a favore dell’attuazione di buone pratiche”.

Ciò detto, siccome non siamo a Frittole, non ci resta che fermare, non Cristoforo Colombo, come Benigni e Troisi, ma Gualtieri e il suo “vecchio” inceneritore.

Valdisieve in Transizione

FONTE ARTICOLO: https://valdisieveintransizione.org/notizia/inceneritore-a-roma-non-ci-resta-che-piangere/

FONTI FOTO: